Olimpiadi invernali: le possibili medaglie italiane

L’Italia affronta i XXIII Giochi olimpici invernali che si stanno svolgendo a PyeongChang, in Corea del Sud, con l’intenzione e la volontà di poter migliorare nettamente i risultati ottenuti nelle ultime due edizioni, dove il bottino azzurro è stato scarso (A Vancouver 2010, appena 5 podi: 1 oro, 1 argento, 3 bronzi; a Sochi 2014, furono 8 le medaglie: nessun oro, 2 argenti e 6 bronzi).

La Nazionale è composta da ben 121 azzurri che si cimenteranno sulla neve e sul ghiaccio con l’obiettivo di portare a casa più medaglie possibili. Una spedizione molto numerosa, mai visti numeri cosi grandi per un’olimpiade invernale, che ha suscitato grande entusiasmo e grandi aspettative.

A caricare gli atleri azzurri è stato anche il presidente del CONI Malagò, che pochi giorni fa ha rilasciato delle dichiarazioni nelle quali ha affermato: “Abbiamo molte frecce al nostro arco per andare a medaglia. Non sono assolutamente scaramantico. Il sogno è arrivare in doppia cifra, è chiaro che il sogno più grande è vincere l’oro. Non abbiamo mai avuto una spedizione numericamente così forte”.

brignone-goggia• Le maggiori speranze dell’Italia arrivano proprio dallo sci alpino. Cinque gli atleti che possono fare la differenza a Pyeongchang: tre uomini e due donne. Christof Innerhofer è alla terza partecipazione alle Olimpiadi invernali. È stato uno dei pochi a salvarsi nella spedizione di quattro anni fa: da Sochi riportò il bronzo nella super combinata e l’argento nella discesa libera. Qui a Pyeongchang punterà tutto sul SuperG.

Poi c’è Dominik Paris, anche lui arrivato alla terza partecipazione. Ventotto anni e un obiettivo: vincere la discesa libera. Infine l’esperienza di Peter Fill, anche lui maestro della discesa libera, reduce dalla doppia vittoria in Coppa del Mondo nel 2016 e 2017 (unico italiano nella storia).

Ma tutti aspettano le due donne su cui son state riposte grandi aspettative: Sofia Goggia e Federica Brignone. La prima nel mese di gennaio ha ottenuto la vittoria sulla pista austriaca Franz Klammer: gradino più alto del podio tutto italiano (completato da Federica Brignone e Nadia Fanchini). Non contenta, ha concesso il bis pochi giorni dopo, a Cortina, stavolta precedendo le super favorite Lindesy Vonn e Mikaela Shiffrin. La Brignone, alle sue seconde Olimpiadi invernali, è attualmente quarta nella classifica di Coppa del Mondo nello slalom gigante.

• Un altro nome da tener d’occhio è quello di Federico Pellegrino che arriva a Pyeongchang con il morale alto e tanta ambizione. Nello sci di fondo è un nome importante, come importante è l’impresa che vuole realizzare, ovvero quella di riportare una medaglia a casa, magari sia nello sci di fondo individuale che in quello a squadre. Sarebbe il miglior modo per mettersi alle spalle l’undicesimo posto di Sochi nel 2014.

 

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• Notizia di ieri è il bronzo nel biathlon maschile, ma ambizioni di podio si hanno anche tra le donne. Sport che consiste in due arti: quando lo sci di fondo si incontra con il tiro a segno. Dorothea Wierer è il nome da tener d’occhio. Campionessa del mondo nel 2016, ha già vinto una medaglia olimpica: nel 2014 a Sochi centrò il bronzo. Mentre il miglior risultato ai Mondiali è un argento, accompagnato anche da due bronzi. È arrivato il momento di puntare al metallo più prezioso.

• Passando dalla neve al ghiaccio è il turno di un’atleta che non ha bisogno di presentazioni: Carolina Kostner. Per lei parla il palmares: sette volte campionessa italiana, cinque volte europea e una volta campionessa mondiale. E, come se non bastasse, quattro anni fa ha vinto anche la sua prima medaglia olimpica: bronzo a Sochi.

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• Un ultimo cenno deve essere fatto per lo Short Track, dove buona parte delle speranze saranno riposte nella portabandiera Arianna Fontana. La valtellinese si giocherà le chance maggiori di medaglia nei 500 metri, coltivando poi qualche ambizione anche per i 1500. Più difficile, invece, un podio nei 1000 metri, distanza che non ha mai amato.

Ieri è arrivata la prima medaglia, un bronzo, e si spera che possa essere la prima di una lunga serie che possa permettere alla spedizione azzurra di eguagliare la migliore posizione nel medagliere, ovvero il quarto posto, ottenuto a Grenoble 1968 e Lillehammer 1994.

                                                                                                                              –  Ferdinando Piazza

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